Le “mostre impossibili” – L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale

Le “mostre impossibili” è una delle attività culturali, a mio parere, più interessanti progettate dalla RAI (*) in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali. Renato Parascandolo, presidente di RAI Trade (*), presenta così il progetto:

“L’idea di allestire un insieme di “mostre impossibili” nasce da un’attenta riflessione sulla crisi strutturale che investe  i musei di tutto il mondo e dalla considerazione che, nell’epoca della riproducibilità digitale dell’opera d’arte, la riproduzione dev’essere tutelata e valorizzata quanto l’originale, non solo per motivi economici ma, prima di tutto , perché una diffusione veramente capillare e di massa delle opere d’arte può essere garantita soltanto dalle riproduzioni: un’istanza di democrazia culturale che ha in Walter Benjamin e André Malraux i suoi precursori. L’idea nasce, inoltre, dalla banale constatazione che con il passare del tempo è sempre più diffuso il rifiuto dei direttori dei musei, pubblici e privati, di cedere ad altri musei, sebbene temporaneamente, le loro opere, anche per i costi sempre più proibitivi delle assicurazioni. Nessuna riproduzione, per quanto tecnicamente perfetta, può essere più avvincente e toccante dell’opera originale. Tuttavia, la riproduzione fotografica delle opere d’arte ha consentito a decine di milioni di persone di conoscere ed apprezzare i capolavori dei grandi artisti di tutti i tempi, invogliandoli, al tempo stesso, a visitare i luoghi che li ospitano per poterli ammirare nello splendore della loro autenticità.”
Renato Parascandolo

Le mostre impossibili presentano opere d’arte riprodotte fedelmente e ad altissima definizione, in scala 1:1, consentendo di raccogliere in un unico ambiente opere disperse in tutto il mondo fra musei, collezioni private, chiese… Non si tratta solo di riproduzioni di tele ma anche di tavole e di affreschi. Quest’idea permette la fruizione di opere d’arte, che finora potevano essere viste solo in un determinato luogo, ad un pubblico molto vasto.
Questo progetto nasce anche per promuovere l’arte e la cultura italiana sia nel nostro paese che all’estero. Un modo per invogliare il turismo culturale nelle nostre città e un mezzo valido per sostenere i prodotti dell’industria italiana nei paesi stranieri. Infatti, l’idea è di abbinare, nello stesso evento, i capolavori del nostri paese ai prodotti delle nostre imprese.

La riproduzione parte da una matrice ad altissima definizione che viene poi digitalizzata e calibrata. Viene infine stampata su supporti delle stesse dimensioni degli originali. Si tratta di opere riprodotte fedelmente agli originali e “certificate” da storici dell’arte italiani e stranieri.
Ogni mostra è corredata da moduli come pannelli esplicativi, siti internet, sussidi audiovisi, audioguide. Tutto il materiale è curato da critici e storici dell’arte al fine di permettere un buon approfondimento.
Gli allestimenti sono economici in quanto non necessitano di grosse spese assicurative e di approntamento.
Dopo la prima mostra del 2003, a Napoli, ne sono state allestite molte altre, tutte dedicate a Caravaggio, Raffaello e Leonardo, a Salerno, Roma, Malta, Chicago, Santa Cruz, Porto Ercole, Catania, Torino, Avellino, Vigevano… ora a Milano.
La RAI, in accordo con le Regioni e gli Enti Locali, sta creando un circuito di mostre permanenti  o temporanee nei palazzi storici delle varie città.

Che cosa avevano visto, fino al 1900, coloro le cui riflessioni sull’arte rimangono per noi rivelatrici o significative? Soltanto due o tre musei, e le fotografie, le incisioni o le copie di piccola parte dei capolavori d’Europa; la maggioranza dei loro lettori aveva visto ancor meno. C’era allora, nelle conoscenze artistiche, una zona incerta, dovuta al fatto che il confronto di un quadro del Louvre e di un quadro visto a Madrid o a Roma era il confronto tra un quadro e un ricordo. La memoria visiva non è infallibile e, spesso, intere settimane separavano l’esame delle due tele. […] Oggi disponiamo, per supplire alle lacune della nostra memoria, di un numero d’opere significative che supera largamente il numero di quelle che potrebbero essere raccolte nel più grande dei musei. S’è aperto, infatti, un museo immaginario, che spingerà all’estremo l’incompleto confronto imposto dai musei veri: rispondendo all’appello di questi, le arti figurative hanno inventato la riproduzione seriale dell’opera d’arte. […] La storia dell’arte, da cent’anni a questa parte, non appena sfugge agli specialisti, è storia di quanto è fotografabile.
André Malraux (Les voix du silence, 1947)

L’idea è di realizzare una serie di “mostre impossibili” dedicate a: Giotto, Paolo Uccello, Piero della Francesca, Duccio di Buoninsegna, Mantegna, Leonardo, Raffaello, Giorgione, Correggio, Michelangelo, Tiziano, Tintoretto, Caravaggio, Guido Reni, Giovan Battista Tiepolo.

Personalmente trovo il concetto di queste mostre molto interessante. Il fine non è di creare un’illusione di poter ammirare un’opera nella sua autenticità. L’interesse sta nel fatto di vedere un capolavoro che altrimenti non si sarebbe mai potuto osservare in altro modo.  L’allestimento è in scala 1:1 quindi ben diverso dalla semplice immagine su di un libro, è trasparente quindi la nitidezza dell’immagine permette di ammirare correzioni e/o cancellazioni apportate dall’artista in corso d’opera. Nei dipinti originali sono parti totalmente invisibili e per me è appassionante, curioso e affascinante il pensiero di vedere com’è “nato e cresciuto” il dipinto che sto osservando!

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Fino al 13 febbraio 2011 è in corso:
“Caravaggio – una mostra impossibile”
Milano, Palazzo della Ragione
Piazza dei Mercanti, 1 (Zona Centro Storico)

Orario:
lunedì: dalle ore 14.30 alle 19.30;
da martedì a domenica: dalle ore 9.30 alle 19.30;

giovedì: dalle ore 9.30 alle 22.30
Ingresso: Euro 9,00

(*) RAI Trade opera al fine di diffondere il Made in Italy nei settori dell’audiovisivo. La RAI, come testimone di più di mezzo secolo di “vita” italiana, diffonde l’arte, lo stile e il costume dell’Italia a mezzo di immagini, suoni e parole. 


About the Author La Enry

A photographer always photographs herself; she is always expressing her soul. (Cathleen Naundorf) ... Un mago mi dà una sola possibilità: scrivere o disegnare? Non può chiedermi una cosa così... É un mago cattivo. Mi piace tutto, scrivere, disegnare, suonare il piano, mangiare tutto il cioccolato che si può senza morire... (Mad)

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