Jonathan Stead

Jonathan Stead, sul suo blog, si definisce photographer, dreamer, writer.

E’ un fotografo britannico che mi affascina nella stessa misura di Susan Burnstine. Che sia un sognatore si percepisce dai suoi lavori, dai suoi scatti.

From “The Beauty of Confusion”
With dementia claiming my Grandmothers mind, these flowers – once tended and looked after are all that remain of her trace in the garden that she used to love so much.

Lavora con diverse macchine fotografiche, dal  foro stenopeico a macchine a grande formato, oppure con apparecchi fatti a mano o modificati. Utilizza anche diversi tipi di processi chimici per lo sviluppo. Adora quando il risultato, benché prevedibile, mantiene lo stesso un certo grado di magia…

Fragmented story – Half remembered, half forgotten.

Adatta le sue macchine in base alle esigenze di ciò che vuole ottenere, per un’immagine o per una serie di immagini. I suoi apparecchi fotografici sono degli strumenti artistici modificabili al fine di ottenere lo scopo previsto. Preferisce decidere prima il processo per lo sviluppo e poi cercare un soggetto appropriato, sia un paesaggio, un ritratto o uno scatto still-life.

 

Liminal
‘Being between two different existential planes.’ The place where the land meets the sea is in constant flux, I am drawn to the point at which land and water meet.

Condivido con lui l’idea che con semplici attrezzature, poco costose, anche vecchie e rotte, si possono ottenere risultati sorprendenti! Utilizza infatti materiali comprati su eBay, regalati da famigliari o amici…

 

Anima / Animus
I am looking for some kind of truth, some kind of raw simplicity, some kind of essence. It is the subtle that I find so fascinating, so evocative

Jonathan tiene anche una serie di workshop individuali o di gruppo, presso di lui e con la possibilità di utilizzare la camera oscura.

 

 

 

The Secret Garden
A commissioned piece, exploring the working country garden

 

 

Withdrawn
Someone close to me suffers from dementia; this project investigates objects that explore personal memory. It also reflects the power of objects.
Ongoing.

 

Sito di Jonathan Stead http://www.jonathanstead.com/

Blog http://jonathanstead.blogspot.com/

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