Semplicemente un’economica e plasticosa fotocamera a pellicola… 

Anche se si portano dietro l’appellativo di “giocattolo“, sono macchine spesso simpatiche da usare e funzionali. Certo, fotografano con aberrazioni ottiche, spesso è difficile mirare il soggetto, è opportuno mettere del nastro isolante perché altrimenti entra luce dalle fessure, si inceppano…
Ma nonostante tutti i difetti che si ritrovano, a me piace usarle! E poi chi è senza difetti scagli la prima pietra!

Molti fotografi professionisti hanno usato fotocamere come queste sfruttando elementi che possono essere visti come elementi artistici e non unicamente come anomalie: vignettatura , sfocatura , infiltrazioni di luce , distorsioni…  

Era il lontano 7 maggio 2009 quando acquistai la mia prima Holga, quella tutta nera!

La Holga è una macchina a medio formato, monta i rullini da 120. Era stata creata per il mercato popolare cinese, quindi costi di costruzione limitati, materiali semplici e qualità bassa. Il suo scopo era di fornire, al mercato di massa della classe operaria cinese, la possibilità di immortalare la propria famiglia: ritratti, eventi… 
Il diffondersi delle pellicole da 35mm ha limitato l’uso della Holga in Cina, così i produttori hanno cercato di distribuirla fuori dal paese. Nei mercati esteri ha avuto successo per via dei suoi scatti surreali, pieni di difetti interessanti per una visione ed un uso innovativi e creativi.

Torniamo alla mia prima Holga! Ho scelto quella nera, classica, modello Holga 120 CFN: medio formato (pellicole da 120 ma con un po’ d’ingegno si possono fare esperimenti anche con i rullini da 35mm), flash integrato a 4 colori, obiettivo di plastica da 60 mm, supporto per treppiede, selettore per scatti normali o bulb, messa a fuoco da circa 1 metro a infinito, due riquadri per scattare con formati 6×6 cm oppure 6×4,5 cm. E qui è già roba troppo tecnica… adesso basta perché altrimenti si smonta solo al pensiero! 🙂

Holga 120 CFN nera
Eccola qui… in posa sull’asse da stiro!!!

About the Author La Enry

A photographer always photographs herself; she is always expressing her soul. (Cathleen Naundorf) ... Un mago mi dà una sola possibilità: scrivere o disegnare? Non può chiedermi una cosa così... É un mago cattivo. Mi piace tutto, scrivere, disegnare, suonare il piano, mangiare tutto il cioccolato che si può senza morire... (Mad)

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