chi siamo…

Dal 2 di ottobre 2015, anche mia mamma fa parte delle ospiti della Casa di Riposo San Vincenzo di Grignasco (NO). Così mi sono unita anch’io a questa nuova famiglia, come parente, come volontaria, come amica. Sto imparando a conoscere un universo nuovo, o meglio, tanti micro-universi che convivono tra di loro: unici e sorprendenti, fatti di abitudini fondamentali e piccole cose.

Le chiamo sempre ragazze… finché ci sono lo spirito e la gioia rimaniamo giovani e forti…! Penso che la gioia sia un modo per rendere manifesta la nostra voglia di vivere.
Due cose semplici che danno gioia sono: i colori e lo stare insieme. Così siamo partite  con una cartelletta piena di fogli e quattro scatole di pennarelli. Sulla cartelletta abbiamo scritto: “Disegna, divertiti, sorridi”, e così è stato. Abbiamo dato inizio al nostro laboratorio di Art-therapy.
Trovo che i colori stimolino lo spirito e diffondano buon umore. Non prendiamo fogli bianchi: mettono ansia… decidiamo un soggetto, preparo i disegni e li coloriamo come piace a noi, come vediamo noi le cose. Non è poco creativo, ci vogliono fantasia ed estro in ugual misura e deve essere un momento di emozioni positive, relax e divertimento!

Le nostre “pittrici” stanno facendo dei lavori stupendi che meritano di essere visti e valorizzati. Ma c’è di più. Quando ci mettiamo al tavolo, ognuna di loro porta la sua condizione e qui sta la bellezza della condivisione, dell’aiuto reciproco, della risata, dello stare insieme… Anche questi sono momenti da apprezzare, sentimenti da rivalutare, emozioni a cui dare più importanza. Questo ormai è il nostro momento quotidiano, dove ognuno si impegna e tira fuori il meglio. Visti i numerosi complimenti e gli apprezzamenti, devo dire che le mie ragazze sono proprio brave!

La nostra attività…

Due parole sul nostro lavoro… Io non sono una terapista occupazionale né tantomeno ho alle spalle degli studi inerenti a questa materia. Sono presente in struttura per due ore al giorno come volontaria; sono iscritta al Gruppo Volontariato Grignasco ONLUS. Mi occupo di fotografia e di grafica quindi potrei anche essere la persona meno adatta a questo tipo di impegno, ma ho deciso di provarci… Voglio anche raccogliere le mie impressioni, le idee, i risultati, gli errori e quanto mi sembra utile al fine di una condivisione costruttiva.

Il mio intento è di dare una mano ad occupare questi momenti con un’attività che possa essere positiva e creativa. Il tempo in una casa di riposo sembra scorrere più lento e, quando non si hanno più impegni o interessi, oppure quando le disabilità compromettono le normali abitudini, piano piano ci si consuma di noia, monotonia, insofferenza…

Con una semplice attività manuale vorrei dare un piccolo supporto per il mantenimento delle competenze e delle normali abilità della vita quotidiana nelle persone con disabilità cognitive oppure fisiche.

Ho scelto il colore. Coloriamo disegni già pronti, non voglio creare una sorta di ansia da prestazione data da un foglio bianco. Stimoliamo la fantasia nel dare tinte e sfumature a queste figure.
Ho scelto di colorare perché è l’attività che più si avvicina al mio lavoro e al mio modo di essere creativa, ma anche perché rilassa e ricorda il gioco, crea uno stato di distensione e di calma. Il mio intento era di portare queste sensazioni anche al gruppo delle mie ragazze, per creare un clima di armonia e per aiutarle a mantenere la concentrazione su di una attività specifica, senza creare agitazione o timore di non essere in grado.

Vedo che a volte si crea un’energia quasi contagiosa che migliora l’umore delle componenti del gruppo, ci si aiuta, sostiene, consiglia… ed è bello, una bella sensazione. Dopo questi primi mesi mi capita di notare, nelle persone con più problemi cognitivi, più consapevolezza delle forme e dei colori, espressioni di apprezzamento o meno per determinati soggetti o colori. Secondo me non è poco per persone anziane con problemi così gravi.
Ripeto, non ho basi, studi medici o scientifici per fare affermazioni su come o quanto questa attività possa giovare, ma posso dire quello che vedo e vivo ogni giorno, nella speranza che possa essere utile ad altri.

In generale vedo impegno, concentrazione, aiuto reciproco e un maggior desiderio di socializzare. L’impegno è dato dallo stimolo di “fare bene”. Ci tengono tutte alla buona riuscita dei loro lavori e all’apprezzamento delle altre persone; il momento della condivisione di un lavoro finito sembra quasi un esame!

Trovo molto positiva l’esigenza di provare “cose” nuove, più difficili o complicate, quasi una specie di sfida contro i loro problemi.

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